CCSVI: la postura può cambiare il flusso venoso?

CCSVI flusso venoso

Immagina che il tuo cervello sia una città e il sistema venoso sia il suo sistema fognario. Quando tutto funziona, il sangue fluisce via senza problemi, proprio come l’acqua dopo un temporale. Ma se qualcosa ostruisce il drenaggio – una compressione, una valvola difettosa, una stenosi – la pressione aumenta. E talvolta, basta cambiare posizione da sdraiati a seduti per scatenare una cascata di sintomi.

Mi occupo da anni di CCSVI, una condizione ancora poco conosciuta ma che può avere un impatto concreto sulla qualità della vita. E più conosco i pazienti, più mi rendo conto di quanto la postura – sì, il semplice modo in cui ci sediamo, dormiamo o teniamo la testa – possa influenzare il benessere, in particolare nei soggetti con problemi di drenaggio venoso.

Se soffri di cefalee inspiegabili, pressione alla testa, vista offuscata o acufeni che si accentuano quando cambi posizione, potresti aver già percepito questa connessione sulla tua pelle.

Che cos'è il flusso venoso e perché è importante?

Il flusso venoso è il sistema che permette al sangue “usato” di tornare verso il cuore per essere riossigenato nei polmoni. Nel cervello, questo avviene principalmente attraverso le vene giugulari interne.

A differenza delle arterie, le vene non hanno una spinta attiva del cuore. Il loro flusso dipende da:

  • Gravita
  • Pressione intracranica
  • Posizione del corpo
  • Presenza di ostruzioni o compressioni

Quando il drenaggio non è efficiente, si può generare una congestione intracranica, con sintomi che vanno dal mal di testa alla pressione retro-oculare, fino a problemi visivi e cognitivi.

CCSVI: quando il drenaggio si blocca

La CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale) comporta restringimenti, ostruzioni o malformazioni nelle principali vie venose di deflusso del cervello e del midollo spinale. Le cause possono includere:

  • Stenosi delle giugulari interne
  • Compressioni da muscoli o strutture ossee
  • Valvole malformate
  • Pressioni anomale nei seni venosi

Sintomi comuni:

  • Cefalea posizionale
  • Pressione alla testa
  • Acufeni pulsanti
  • Disturbi visivi intermittenti
  • “Testa pesante”

La postura cambia il flusso?

Sì. Eccome se lo fa.

In posizione supina, le vene giugulari si dilatano e drenano efficacemente.

In piedi, queste vene tendono a collassare fisiologicamente. Il drenaggio viene quindi preso in carico da vie secondarie, come il plesso vertebrale.

Ma se ci sono già delle ostruzioni? La postura può peggiorare notevolmente la situazione.

Alcuni esempi:

  • Dormire con il collo iperesteso riduce il flusso
  • Tenere la testa ruotata comprime una giugulare
  • Alcuni trovano sollievo solo in certe posizioni (su un fianco, testa sollevata, ecc.)

Quando la gravità gioca contro

In teoria, la gravità aiuta il sangue a defluire dalla testa. Ma se ci sono colli di bottiglia (stenosi, compressioni muscolari, valvole fisse), diventa un ostacolo. Il sangue si accumula, la pressione aumenta, e i sintomi peggiorano.

Cosa dice la scienza

Negli ultimi anni, alcuni studi scientifici hanno messo in luce come il flusso venoso cerebrale possa essere significativamente influenzato dalla postura del corpo, in particolare nei pazienti affetti da CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale). Vediamo nel dettaglio cosa è emerso.

Studio del Prof. Paolo Zamboni et al. – PLoS ONE (2009)
Il team del Prof. Zamboni, tra i primi a studiare sistematicamente la CCSVI, ha utilizzato l’EcoColorDoppler in pazienti affetti da sclerosi multipla per valutare il flusso venoso nelle vene giugulari interne e nel sistema azygos.
Uno dei dati più rilevanti è stato l’alterato comportamento del flusso in posizione supina: in diversi casi, le vene giugulari mostravano flusso assente, bloccato o addirittura retrogrado, cioè il sangue tornava verso il cervello invece di defluire correttamente verso il cuore.
Questo fenomeno è estremamente anomalo, perché in posizione sdraiata le giugulari dovrebbero dilatarsi e drenare il sangue in modo efficiente. Il fatto che ciò non avvenga suggerisce la presenza di ostruzioni, stenosi o valvole malformate, che si comportano diversamente in base alla gravità e alla posizione del collo.

Ricerca di Haacke et al. – AJNR (2010)
Il Dr. Haacke ha condotto studi approfonditi con risonanza magnetica e tecniche di mappatura venosa per valutare le alterazioni del flusso causate da compressioni esterne.
Ha evidenziato che in alcuni pazienti esistono interferenze meccaniche variabili, come la compressione delle vene giugulari da parte dei muscoli scaleni, del muscolo omoioideo o di strutture ossee come il processo stiloideo e l’osso ioide.
Il dato interessante è che basta una leggera rotazione o inclinazione del capo per modificare il profilo emodinamico: il flusso può migliorare, ridursi o addirittura interrompersi del tutto. Questo suggerisce che la postura cervicale quotidiana (come dormire con la testa girata o usare cuscini troppo alti) possa peggiorare la congestione venosa in soggetti predisposti.

Osservazioni cliniche del Dr. Salvatore Sclafani – Understanding CCSVI
Il Dr. Sclafani, esperto in radiologia interventistica, ha documentato numerosi casi in cui il comportamento delle valvole venose era dinamico, cioè cambiava in base alla posizione del capo e del corpo.
In alcuni pazienti, la venografia ha mostrato valvole che sembravano normali da seduti, ma che si chiudevano completamente da sdraiati, impedendo il deflusso venoso.
In altri casi, l’anomalia era visibile solo durante manovre specifiche (rotazione laterale del collo, estensione forzata, ecc.), confermando che il flusso venoso extracranico è fortemente influenzato dai movimenti del rachide cervicale.

Questi studi – seppur differenti nei metodi – portano a una conclusione comune:

La postura, il movimento del collo e la morfologia individuale delle strutture venose possono alterare in modo significativo il drenaggio del sangue dal cervello.

E in presenza di CCSVI, questi fattori non solo amplificano i sintomi, ma possono anche mascherare o falsare i risultati diagnostici, se non valutati correttamente con esami dinamici o in posizione eretta/seduta.

Sintomi che variano con la postura: un indizio importante

Molti pazienti con CCSVI riferiscono:

  • Mal di testa che peggiora in piedi
  • Pressione retrooculare alzandosi
  • “Brain fog” e instabilità
  • Acufeni pulsanti posizionali
  • Sensazione di liquido che non drena

Sono tutti segnali da non sottovalutare: possono indicare alterazioni del flusso venoso cerebrospinale legate alla postura.

Diagnosi: perché l’esame dinamico è fondamentale

Molti esami convenzionali non tengono conto della postura. Una risonanza magnetica cerebrale tradizionale, ad esempio, viene eseguita da sdraiati: può risultare perfettamente normale anche se il paziente presenta sintomi evidenti quando è in piedi o seduto. Questo è uno dei motivi per cui tanti casi di CCSVI passano inosservati.

In alcuni centri specializzati, si può ricorrere alla risonanza magnetica verticale (o RM in ortostatismo), che consente di osservare i cambiamenti nelle strutture vascolari e spinali mentre il paziente è in posizione eretta. È un’opzione ancora poco diffusa, ma estremamente utile per evidenziare compressioni o variazioni di flusso che scompaiono completamente da supini.

Tuttavia, l’esame più accessibile e indicativo resta l’EcoColorDoppler dinamico delle vene del collo, che permette di valutare in tempo reale il comportamento del flusso venoso durante il passaggio da sdraiati a seduti e in piedi. Se il flusso si blocca, compare reflusso o si attivano collaterali solo in certe posizioni, può trattarsi di un campanello d’allarme.

La tua postura quotidiana influisce più di quanto immagini

Il modo in cui dormi, ti siedi, guardi lo smartphone può influenzare il drenaggio venoso. Attenzione a:

  • Cuscini troppo alti o bassi
  • Postura cervicale chiusa
  • Lavoro prolungato con collo piegato
  • Cuscini che iperestendono il collo

Cosa puoi fare?

  1. Valutazione clinica mirata: EcoColorDoppler dinamico
  2. Fisioterapia posturale: esercizi per migliorare mobilità cervicale e respiro diaframmatico
  3. Cuscini ortopedici: per sostenere la lordosi cervicale
  4. Stile di vita consapevole: ridurre stress meccanico sulla zona cervicale

La CCSVI non riguarda solo le vene: riguarda il modo in cui il nostro corpo interagisce con lo spazio. Postura, posizione e movimento sono elementi chiave nel determinare la qualità del flusso venoso. Non tutti i sintomi neurologici partono dal cervello: alcuni iniziano da un semplice tappo nel drenaggio.

Se riconosci te stesso in queste descrizioni, non ignorare questi segnali. Possono essere la chiave per comprendere disturbi che finora nessuno ha saputo spiegarti.

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