Cos’è la CCSVI

CCSVI

La CCSVI – acronimo di Chronic Cerebrospinal Venous Insufficiency, in italiano Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale – è una condizione vascolare scoperta e definita ufficialmente nel 2009, che riguarda il drenaggio venoso del cervello e del midollo spinale.

Normalmente, il sangue “sporco”, carico di scorie e anidride carbonica, scorre attraverso un sistema venoso che parte dal cervello e torna al cuore. Quando questo “sistema di scarico” è compromesso, il sangue impiega più tempo per defluire, generando un accumulo di tossine all’interno del sistema nervoso centrale.

Perché si sviluppa la CCSVI?

Esistono due tipi di ostacoli al deflusso venoso, che possono causare CCSVI:

  • Congeniti (presenti dalla nascita):
  • Malformazioni delle valvole venose
  • Vene tortuose o strette
  • Setti, membrane, ragnatele intravascolari
  • Ipoplasia o agenesia delle vene
  • Acquisiti (sviluppati nel tempo):
  • Compressioni da muscoli, ossa o arterie vicine
  • Disallineamenti posturali (es. cervicali o cranio-cervicali)
  • Tiroide ingrossata, linfonodi, granulazioni del Pacchioni
  • Traumi (es. colpi di frusta, incidenti)
  • Fattori infiammatori o trombosi

Gli ostacoli possono trovarsi a livello intracranico, nel collo, nel torace, lungo tutto il percorso che porta il sangue venoso dal cervello al cuore.

Sintomi comuni

I sintomi della CCSVI sono spesso sottovalutati o attribuiti ad altre cause. Tra i più frequenti:

  • Disturbi visivi: diplopia, vista offuscata, alterazioni del campo visivo
  • Acufeni, vertigini, instabilità, perdita di udito
  • Disturbi della deglutizione e della parola
  • Sintomi neurologici senza causa apparente

In alcuni casi, è stata rilevata una correlazione con patologie neurodegenerative come la Sclerosi Multipla, il Morbo di Parkinson, l’Alzheimer o la Sindrome di Menière.

Diagnosi della CCSVI

Il primo esame indicato è l’EcoColorDoppler venoso intra- ed extracranico, che consente di studiare:

  • il flusso del sangue nelle vene giugulari e intracraniche
  • eventuali reflussi, rallentamenti o inversioni di flusso
  • la presenza di compressioni esterne o stenosi interne

L’esame viene eseguito in posizione supina e seduta, per cogliere le variazioni fisiologiche che possono rivelare la presenza di CCSVI. In casi selezionati si ricorre a TAC e RMN venosa.

Trattamenti

Non esiste una cura universale per la CCSVI, poiché ogni paziente presenta ostacoli diversi al deflusso venoso.

Il trattamento viene definito in base ai risultati di una diagnosi approfondita e può includere interventi come l’angioplastica venosa (PTA), il posizionamento di stent o la chirurgia diretta nei casi più complessi. In presenza di compressioni esterne, possono essere utili anche approcci non invasivi come la fisioterapia, l’osteopatia mirata o il trattamento di disallineamenti ossei e muscolari.

In altri casi, è necessaria una terapia specifica per affrontare eventuali trombosi venose. Ogni percorso terapeutico è costruito su misura per il singolo paziente.

Domande frequenti sulla CCSVI

Abbiamo raccolto alcune delle domande più comuni che i pazienti pongono riguardo alla CCSVI. Se hai dubbi specifici o sintomi da approfondire, ti invitiamo a contattare lo studio per una valutazione personalizzata.

Sì. La CCSVI è stata presentata per la prima volta alla comunità scientifica nel 2009 in congressi internazionali di flebologia, ed è oggi oggetto di ricerca in ambito neurovascolare. È considerata una condizione vascolare che può influenzare diverse patologie neurologiche.

Solo specialisti formati nello studio del sistema venoso cerebrale e cervicale. L’esame richiede esperienza e precisione, perché deve essere eseguito in diverse posizioni e analizzare anche le vene intracraniche. Il Dott. Pagani ha maturato oltre 40 anni di esperienza nella chirurgia vascolare ed è stato tra i primi in Italia a occuparsi di CCSVI.

Sì, può essere utile. Studi clinici indicano che una percentuale significativa di pazienti affetti da SM presenta anche CCSVI. La diagnosi può aiutare a comprendere meglio la sintomatologia e ad avviare un trattamento personalizzato.

No. Non tutti i pazienti con CCSVI devono essere operati. In alcuni casi, è sufficiente un trattamento conservativo con fisioterapia o terapie mirate. Solo dopo una diagnosi completa si valuta se intervenire e in che modo.

“Solo una diagnosi completa permette di scegliere la cura giusta per ogni singolo paziente.”

Dott. Raffaello Pagani, Specialista in Chirurgia Vascolare